venerdì 13 settembre 2013

“In un mondo di opinioni, riconoscere la verità”

Non c’è mai stata probabilmente epoca in cui si sia parlato tanto di privacy (sino a tutelarla con leggi apposite), e mai la si è vista così violata.
Non c’è mai stata epoca in cui si sia tanto creduto nella potenza della parla e della comunicazione, e mai si è tanto svilito il loro significato (sino a poter dire il giorno dopo l’esatto contrario di quello che si era detto il giorno prima).
Non si è mai tanto esaltata la freddezza della ragione, come adesso che su tutto domina il sentimento (fino all’oscenità dei giornalisti che invece di riferire i contorni reali di un avvenimento tragico continuano a chiedere ai protagonisti che magari hanno appena perso una persona cara: «Come si sente?»).
Non si è mai affermato con tanta insistenza il valore assoluto della ragione, come adesso che si è disposti a credere alle fantasie più assurde.
Non si è mai negato tanto Dio nel proprio modo di vivere, come adesso che la vita quotidiana si riempie di divi: e la creazione di miti è tanto più ricca quanto più rapida è la loro distruzione.
È un operazione di fuga e di distruzione della realtà che diventa tanto più facile quanto più lo sforzo per attuarla è reso leggero dall’irresponsabilità che la domina. L’arbitrio, il gioco verbale, il sentimento, la credulità, la magia dell’apparire non temono contestazione e promettono un dominio che è tanto grande quanto la delusione e la tragedia che lo attendono alla fine del percorso; in un mondo in cui domina il sentimento, il soggetto, che sente la realtà in un modo che nessuno gli può contestare e non ha quindi nulla e nessuno a cui debba rispondere, si trova investito di un potere immenso: chi gli può contestare, infatti, come sente le cose? Ma, al culmine di questo potere, quando crede di avere il mondo a disposizione, si trova in balia delle opinioni e dei sentimenti altrui, la cui validità è ugualmente incontestabile se su tutto regna la soggettività del sentimento.
Così, sforniamo programmi perfetti di riforma e dominio della realtà, abbiamo norme di tutela dei diritti dell’uomo, della natura e di quant’altro, come mai ci saremmo neppure sognati, ma tutto ci sfugge dalle mani […]

Editoriale
La nuova Europa, 3, 2013

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