giovedì 12 settembre 2013

La goccia d'acqua e il chicco di riso


Siamo ben coscienti che quanto stiamo facendo è una goccia d'acqua nell'oceano. Ma credo che, se quella goccia non fosse nell'oceano, questo sarebbe più piccolo e ne sentirebbe la mancanza. Non sono d'accordo con i metodi grandiosi di fare le cose. Quel che a noi importa è l'indivi­duo. Per poter amare una persona, dob­biamo entrare in stretto contatto con lei. Se aspettiamo finché ne potremo contat­tare molte, finiremo per perderci nei nu­meri, né saremo mai in grado di mostra­re quell'amore e quel rispetto per la per­sona. Io credo nel contatto da persona a persona; per me ogni persona è Cristo, e siccome c’è un solo Gesù, quella persona in quel dato momento è l'unica perso­na al mondo.

 

 Alcune settimane fa venni a sapere che una famiglia - una famiglia indù - non mangiava da alcuni giorni, così presi un po' di riso e andai a trovarla. Non avevo ancora fatto in tempo a rendermi conto di dove ero, che la madre di quella fami­glia aveva già diviso il riso in due parti e ne aveva portato una metà alla fami­glia accanto, che era musulmana. Allora le domandai: «Quanto ne avrete a testa? Siete in dieci a dividere quel poco di ri­so!...». Ma ella mi rispose: «Neppure lo­ro hanno da mangiare». Questa è vera grandezza.


SORRIDERE A DIO
Madre Teresa di Calcutta
Edizioni Paoline
1977

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