lunedì 16 dicembre 2013

santo e peccatore

La maggior parte dei cristiani, inclusi religiosi e religiose, si accontentano di mettere “rattoppi” nella propria vita spirituale. Qualcosa non va bene? Un “rattoppo” di esercizi o un ritiro, un tempo di riflessione o un maggior ascetismo… Le cose migliorano, ma, come ruote rattoppate, torniamo a perdere aria… Non sarebbe più sicuro cambiare con ruote nuove? Non potremmo lasciarci “cambiare il cuore di pietra con uno nuovo” (Ez 11, 19)? Siccome ci fanno paura le operazioni “a cuore aperto”, scegliamo di continuare con “rattoppi”. E così non siamo mai completamente cattivi, né arriviamo ad essere totalmente buoni, santi.
[…]
Non si scandalizzi il lettore di queste sfumature […]. I passi di un santo non sono né più lunghi né più corti di quelli di un peccatore. Il santo e il peccatore camminano per sentieri di fango, non di oro puro. Il peccatore e il santo fanno fronte a problemi che a volte il peccatore risolve, al contrario, il santo non trova la soluzione. La differenza tra l’uno e l’altro è questa: i passi del santo nascono dall’amore, si muovono per amore e lasciano impronte di amore.

PELLEGRINA DELL’AMORE
ANTONIETTA FARANI (1906-1963)
Roma, Suore Passioniste di S. Paolo della Croce
1994

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