venerdì 18 ottobre 2013

parola per Florenskij

“La parola è energia umana: sia quella del genere umano, sia quella della singola persona, è l’energia dell’umanità che si rivela attraverso la persona. Ma, in senso proprio, non possiamo considerare questa energia come oggetto della parola, o come suo contenuto: nella sua attività conoscitiva la parola guida lo spirito al di là dei confini della soggettività e lo mette in contatto con il mondo che si trova oltre i nostri stati psichici. Grazie alla natura psico-fisiologica la parola nel mondo non svanisce come fumo, ma piuttosto ci mette faccia a faccia con la realtà e può pertanto, toccando il suo oggetto, essere riferita allo stesso modo sia alla rivelazione dell’oggetto in noi, sia alla nostra rivelazione in lui e di fronte a lui. […]”


Pochi personaggi della cultura del Novecento possono vantare
un così ampio spettro di interessi come quello che ha caratterizzato
la ricerca del matematico e filosofo russo Pavel A. Florenskij.
Nonostante ciò la diffusione delle sue opere e del suo pensiero
 si è per molti anni bloccata a causa del velo di silenzio che è sceso
su di lui dopo la condanna a morte comminata
 dal regime sovietico nel dicembre 1937.
Da questo silenzio, che ha privato la cultura mondiale di
importanti intuizioni nei campi più disparati del sapere,
si sta oggi uscendo con fatica anche perché ancora molta parte
dell’opera di Florenskij giace manoscritta nell’archivio conservato
 con cura dai suoi familiari nel piccolo centro di Sergej Posad nei pressi di Mosca.
[…]


PAVEL FLORENSKIJ
IL VALORE MAGICO DELLA PAROLA
Medusa, c2001

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