L’unico albero del cortile di Francie non era né un pino né un abete. Aveva foglie acuminate che crescevano lungo i rami verdi che si irradiavano dal tronco, e appariva come formato da grandi ombrelli verdi aperti, sovrapposti. Alcuni lo chiamavano “l’Albero del Paradiso”. Ovunque cadessero i suoi semi, ne nascevano alberi che cercavano di toccare il cielo. Cresceva sui terreni chiusi da palizzate e su quelli abbandonati ed era l’unico albero che germogliasse sul cemento. Cresceva rigoglioso, ma soltanto nei quartieri popolari.
Facendo una passeggiata, la domenica pomeriggio, si poteva arrivare in una zona graziosa, molto curata. Attraverso il cancello di ferro che conduceva a un qualsiasi cortile si vedeva uno di quei piccoli alberi e si capiva allora che, presto, quella parte di Brooklyn si sarebbe trasformata in un quartiere di abitazioni popolari. L’albero lo sapeva ed era giunto per primo sul posto. Poi arrivavano gli stranieri poveri e le vecchie e tranquille case di pietra rossa venivano divise in appartamenti, i materassi di piuma facevano la loro comparsa sui davanzali delle finestre e l’Albero del Paradiso cresceva. Ecco che genere di albero era: amava la povera gente.
UN ALBERO CRESCE A BROOKLYN

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