Ballata per la figlia del macellaio
Peter Manseau
«Bashert?», chiesi io. Non avevo mai sentito quel termine.
«Bashert» spiegò mio padre, «è il destino e, quindi, può significare tante cose. In questo caso bashert è la persona con cui sei destinato a trascorrere la vita. Quella che Dio ha pensato per te, quando arriverà il tuo momento di mettere su famiglia. Lei c’è sempre stata, sin dall’inizio, sempre più vicina di quanto potesse sembrare, e sta solo aspettando di essere trovata».
Ero confuso da quei discorsi sugli inizi. Dalle storie raccontatemi dai miei genitori sapevo che tutti i presenti al mio inizio, alla mia nascita, erano familiari. Eccetto una.
«Allora la mia bashert è Sasha Bimko?», chiesi.
Mio padre e mia madre si scambiarono un’occhiata che era allo stesso tempo sconcertata, preoccupata e stupita.
«Perché tiri fuori Sasha Bimko?», chiese mia madre.
«Lei era presente all’inizio», risposi.
fazi editore, 2009
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