mercoledì 4 maggio 2011

storia di ordinaria certezza

Miloslav Vlk : da lavavetri a cardinale
Sara Regina
Cinisello Balsamo : San Paolo,  1998
136 p. ; 21 cm

Praga, gennaio 1980.
In una via del centro, sul marciapiede reso scivoloso dalla neve, un uomo sulla cinquantina, in berretto e giubbotto, è intento a pulire la vetrina di un negozio. Con movimenti sempre uguali, dall'alto verso il basso, fa scorrere sul vetro lo spazzolone, poi lo risciacqua nel secchio. I passanti infreddoliti sfiorano, quasi senza vederlo, il lavavetri intento al suo lavoro. A un certo punto, un uomo incrocia per un istante il suo sguardo, poi gira l'angolo. Poco dopo, finita la vetrina, l'operaio raccoglie i suoi arnesi e si avvia nella stessa direzione.
In fondo a un vicolo cieco, al riparo da sguardi indiscreti, i due si intrattengono per qualche minuto in quella che sembra una conversazione confidenziale. Intanto non perdono d'occhio la strada: guai se un agente della polizia segreta si accorgesse di quello che sta succedendo. Perché quel vicolo è un confessionale; il passante è un cristiano venuto in cerca del suo padre spirituale; e il lavavetri che ora si allontana, secchio e spazzolone in spalla, è un sacerdote al quale le autorità hanno proibito di esercitare pubblicamente il ministero. Nei registri della società di pulizie «Uklid» risulta come l'operaio Vlk. Miloslav Vlk, che un giorno sarà il cardinale arcivescovo di Praga.
(...)
«Privati di tutto, abbiamo scoperto che cos'era davvero importante per noi: essere comunità vera»
(...)
«Il comunismo ha sacrificato l'individuo in nome del collettivismo. L'Occidente ha distrutto la comunione in nome dell'individualismo. Né il collettivismo né l'individualismo sono la soluzione».


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