mercoledì 18 maggio 2011

religionando

CAPIRE LA RELIGIONE PER CAPIRE IL MONDO
Tony Blair
Vita e pensiero, n. 2, marzo/aprile 2011
€ 8,00

Molti si chiederanno il motivo per cui sia così importante studiare religione ed esaminare i suoi legami con la globalizzazione. Molti gestiranno imprese proprie, saranno eletti come funzionari o ricopriranno cariche di comando e responsabilità. Si può essere cattolici, protestanti o semplicemente agnostici. Ma al di là del credo personale si può essere efficaci senza una comprensione adeguata della religione nella sfera pubblica? Pensiamo alle notizie che ci arrivano da tutto il mondo. Il Medio Oriente per esempio. I recenti colloqui tra i funzionari pakistani e indiani volti a riprendere i negoziati di pace in seguito agli attentati di Mumbai. La formazione di un nuovo stato in Sudan. Le uccisioni di religiosi in Indonesia, nonostante questa nazione stia facendo dei passi avanti verso la tolleranza religiosa.
(...)
Ma naturalme l'evento principale delle ultime settimane è stato quello legato alle rivolte popolari in Tunisia, Egitto e altri paesi. Che non sono scoppiate per una motivazione di natura religiosa, ma nelle quali in ogni caso i partiti legati ai Fratelli Musulmani continueranno a giocare un ruolo. A favore del cambiamento queste forze potenti, secolari e religiose, che suscitano una domanda centrale: quale cambiamento stanno mettendo in atto? Nel XX secolo la domanda avrebbe avuto risposta facendo riferimento a idee di destra contrapposte a idee di sinistra (...). Sta invece prendendo forma un nuovo tipo di dibattito che ruota intorno all'immigrazione e al protezionismo, intorno a tematiche che coinvolgono la cultura e l'integrazione, al contempo più vigoroso e (potenzialmente) più esplosivo. Nel Medio Oriente, tale dibattito è volto a capire se l'Occidente rispetti o meno la religione dell'islam; e anche la disputa israelo-palestinese ne è coinvolta. In Europa si tratta di capire se il nostro tentativo di integrare le culture abbia avuto successo o sia stato un fallimento; e nella misura in cui vi sia la percezione del fallimento, la sfida risiede nel capire se la nostra "generazione" nel permettere l'immigrazione e incoraggiare il multiculturalismo sia stata abusata.
(...)
Ma se le circostanze del Medio Oriente possono definirsi uniche, la stessa necessità di comprendere l'importanza della religione si trova ovunque. In Cina - dove ci sono più musulmani che in Europa, più cattolici praticanti che in Italia e circa 100 milioni di buddisti - La fede modella molte vite. (...)
Il mio punto di vista è molto semplice. Ovunque voi guardiate, la religione assume un significato determinante. La fede motiva.

Nessun commento:

Posta un commento