giovedì 27 ottobre 2016

essere infante oggi

I bambini scompaiono, non solo perché ne nascono sempre meno, ma soprattutto perché gli adulti, trattandoli subito da “grandi”, non riconoscono loro una specificità.
Genitori e figli fanno le stesse cose: guardano la tv, giocano con i videogiochi, navigano su Internet, si vestono, mangiano, parlano ed interagiscono allo stesso modo, esprimendosi con gli stessi gesti e le stesse parole. Si inventano pochi giocattoli per i bambini ma moltissimi gadget per tutti, e nei parchi giochi come Disneyland grandi e piccoli hanno gli stessi comportamenti e le stesse reazioni. Di fatto, la stessa età.
In casa e fuori, condividono e utilizzano in maniera identica gli stessi spazi.
Che ci sia una alterazione dei ruoli? Che il crinale fra adulti e bambini sia venuto meno perché va sfumando la responsabilità degli uni e crescendo quella degli altri? Perché è la responsabilità stessa che si perde in questa postmodernità? Potremmo sostenere che la caratteristica precipua di questo tempo è l’”adultizzazione” dei piccoli e l’”infantilizzazione” dei grandi?
La preoccupazione sempre maggiore degli adulti nei confronti dei bambini non deve essere scambiata per attenzione, come spesso invece accade, fornendo un prezioso alibi all’inadeguatezza educativa. L’attuale generazione di genitori sembra delegare alla scuola, ai vecchi e nuovi media, alle tecnologie, all’associazionismo, al gruppo dei pari, ai giochi, la responsabilità di accudire, crescere, stimolare ed educare i piccoli.
Più imparano e più rapidamente crescono, più si “autonomizzano” e più problemi risolvono a coloro che non hanno saputo conoscerli e comprenderli e che quindi non sono attrezzati ad esercitare la responsabilità richiesta dal loro ruolo.
[…]
I bambini sono sempre esistiti, l’infanzia no. Ci vuole un’idea, perché senza un’idea d’infanzia, l’infanzia non c’è. Viva come concezione nella nostra cultura  prevalentemente quando si propone nei suoi tratti problematici – calo demografico, violenza, disaffezione scolastica… - l’infanzia viene di solito presentata per la sua atipicità o per i suoi rapporti con il mondo adulto, ma comunemente ignorata nella sua specificità.
Genericamente considerata come preistoria individuale, come momento esistenziale al quale rendere testimonianza, o luogo “altro” da cui si proviene, che cos’è l’infanzia oggi?


CI SIAMO PERSI I BAMBINI

Marina D’Amato

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