giovedì 9 aprile 2015

strada per Dostoevskij, strada di bellezza

«La cultura non è consumare prodotti di cultura. Consumiamo i quadri delle mostre, leggiamo libri, ascoltiamo musica… è vera cultura consumarne il più possibile? La cultura non è un oggetto, ma uno spazio, che unisce l’uomo a sé stesso e agli altri uomini. Non vorrei fare l’ennesimo tentativo di ‘consumare’ Dostoevskij, anche perché è un amico e gli amici non si consumano, con gli amici si parla. Per molti Dostoevskij è l’autore di cui… ‘a pagina 10 non si ricordano i personaggi di pagina 3’: appunto un autore difficile da ‘consumare’ e questo già tradisce la sua grandezza. Chiunque abbia provato a leggerne un romanzo è rimasto disorientato: è come muoversi in una foresta.
[…]
Senza la bellezza non c’è nulla da fare al mondo, perché la bellezza serve a entusiasmare al lavoro e il lavoro a risorgere. Di che bellezza sta parlando Dostoevskij? Se penetriamo questo mistero, avremo giornate meno grigie. Quando suona la sveglia: che cosa abbiamo da fare nel mondo, per il mondo, con il mondo oggi?»

Alessandro D’Avenia
SE E’ VERO CHE LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO
in STUDI CATTOLICI, 649, marzo 2015

 

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