«La cultura non è consumare prodotti di cultura. Consumiamo i quadri delle mostre, leggiamo libri, ascoltiamo musica… è vera cultura consumarne il più possibile? La cultura non è un oggetto, ma uno spazio, che unisce l’uomo a sé stesso e agli altri uomini. Non vorrei fare l’ennesimo tentativo di ‘consumare’ Dostoevskij, anche perché è un amico e gli amici non si consumano, con gli amici si parla. Per molti Dostoevskij è l’autore di cui… ‘a pagina 10 non si ricordano i personaggi di pagina 3’: appunto un autore difficile da ‘consumare’ e questo già tradisce la sua grandezza. Chiunque abbia provato a leggerne un romanzo è rimasto disorientato: è come muoversi in una foresta.
[…]
Senza la bellezza non c’è nulla da fare al mondo, perché la bellezza serve a entusiasmare al lavoro e il lavoro a risorgere. Di che bellezza sta parlando Dostoevskij? Se penetriamo questo mistero, avremo giornate meno grigie. Quando suona la sveglia: che cosa abbiamo da fare nel mondo, per il mondo, con il mondo oggi?»
Alessandro D’Avenia
SE E’ VERO CHE LA BELLEZZA SALVERA ’ IL MONDO
in STUDI CATTOLICI, 649, marzo 2015

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