martedì 27 gennaio 2015

memoria

Nei primi quindici mesi di esistenza di questo luogo terribile eravamo – noi detenuti polacchi – abbandonati a noi stessi. Il mondo libero non si interessava alla nostra sofferenza e alla nostra morte, nonostante ripetuti tentativi della organizzazione segreta della resistenza, attiva all’interno del campo, di garantire informazioni all’esterno. Nella tarda estate del 1941 arrivarono ad Auschwitz alcune decine di migliaia di prigionieri di guerra facenti parte dell’esercito sovietico, e su di essi – come pure su detenuti politici polacchi ammalati – venne sperimentato, nel settembre 1941, l’effetto del gas tossico Zyklon B. nessuno dei detenuti poteva allora immaginarsi che si trattava ‘semplicemente’ di un tentativo assassino per predisporre un genocidio di massa con metodi industriali. E però questa era la realtà negli anni 1942, 1943 e 1944. La costruzione di camere a gas e di forni crematori, la loro terrificante capacità operativa è soltanto il lato tecnico di un’impresa diabolica.

Wladyslaw Bartoszewski  in
'DOVE ERA DIO?'
Benedetto XVI
 
 
 

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