giovedì 16 gennaio 2014

La bibliotecaria e il bandito

"Ma circa tre settimane dopo questi drammatici avvenimenti, ci fu un altro incidente con i briganti!
In pieno giorno piombò in biblioteca il Capo dei Briganti in persona.
- Mi salvi! - gridò -. Ho un poliziotto alle calcagna!
La signorina Gentilucci gli lanciò uno sguardo glaciale.
- Mi dica piuttosto come si chiama, e faccia in fretta!
Il Capo dei Briganti fece un salto indietro. Si leggeva un'espressione di orrore attraverso la sua folta barba nera.
- No, no! - gridò -. Tutto, ma questo no!
- Presto! - ripetè la signorina Gentilucci -. Altrimenti non avrò più il tempo di aiutarla.
Il Capo dei Briganti si sporse oltre il bancone e le bisbigliò il proprio nome: - Salvatore Benvenuto...
La Signorina Gentilucci non riuscì a trattenere un sorriso. Il nome, effettivamente, sembrava strano per un tale personaggio...
- A scuola mi avevano soprannominato Malfattore Malvenuto! -, gridò lo sventurato brigante. E' questo soprannome che mi ha portato sulla strada del crimine! Mi nasconda, cara signorina Gentilucci, se no quelli mi prendono!
La signorina Gentilucci gli incollò un'etichetta con un numero, come se fosse stato un libro della biblioteca, e lo collocò su uno scaffale, tra gli autori il cui nome cominciava con la lettera B.
Il brigante era classificato in ordine alfabetico. Mettere in ordine alfabetico è una delle abitudini dei bibliotecari.
Il poliziotto che stava dando la caccia al Capo dei Briganti arrivò trafelato in biblioteca. Era un tipo molto veloce, ma aveva fatto tardi perché era caduto addosso a un bambino che guidava un triciclo.
- Signorina Gentilucci - disse il poliziotto - ho rincorso un famoso capo di briganti fino alla Sua biblioteca. Ma..., sbaglio o è là, su uno scaffale alla lettera B?! Posso portarlo via, per favore?
- Certo - rispose amabilmente la signorina Gentilucci - ha la tessera del prestito?
Il poliziotto rimase di stucco.
- Eh, la tessera?... Temo di averla dimenticata a casa; la uso come segnalibro della mia Guida pratica per catturare i briganti.
La signorina Gentilucci gli rivolse un cortese sorriso. - Mi dispiace, ma senza la tessera di prestito non si può portar via niente dalla biblioteca.
Il poliziotto fece lentamente di sì con la testa. Sapeva che era vero: non si poteva portar via niente dalla biblioteca senza la tessera personale di prestito. C'era tanto di regolamento scritto.
- Corro subito a casa a prenderla - disse. - Non abito molto lontano di qui.
- Vada, allora - disse amabilmente la signorina Gentilucci.
Il poliziotto uscì in tutta fretta dalla biblioteca, facendo scricchiolare i suoi grossi scarponi.
La signorina Gentilucci andò verso lo scaffale della lettera B e tirò giù il Capo dei Briganti.
- Ed ora, mi dica, che cosa è venuto a fare qui? - gli domandò in tono un po' burbero.
Il Capo dei Briganti non si lasciò però trarre in inganno. In realtà, lei era molto contenta di vederlo.
- Signorina Costanza - rispose, - i miei uomini sono irrequieti. Da quando lei ha raccontato loro quelle storie, la sera si annoiano. Prima avevamo l'abitudine di sederci intorno a un falò a cantare delle canzoni un po' sguaiate e a raccontarci storielle piuttosto pesanti. ma adesso i miei uomini hanno perso ogni interesse per queste cose. Vogliono ascoltare ancora Pinocchio, L'isola del tesoro ed altre storie di re e buffoni. Oggi sono venuto ad iscrivermi alla biblioteca e a prendere dei libri per loro. Che devo fare? Non ho il coraggio di andarmene di qui a mani vuote, ma il poliziotto può tornare da un momento all'altro. Si arrabbierà molto con Lei se non mi troverà più qui?
- Con lui me la vedo io - rispose sorridente la signorina Gentilucci.
- Qual è il suo numero? Ah, sì. Beh, quando il poliziotto tornerà, gli dirò che qualcuno L'ha presa in prestito, e sarà la verità perché adesso La prendo in prestito io.
Il capo dei Briganti lanciò a Costanza Gentilucci uno sguardo eloquente.
- Ed ora - disse allegramente la signorina Gentilucci - si iscriva alla biblioteca e prenda qualche libro per i suoi poveri briganti.
- Ma se io mi iscrivo, posso portarLa via? - domandò il Capo dei Briganti con la sfrontatezza tipica dei briganti.
La signorina Gentilucci diventò tutta rossa e cambiò subito discorso. Consegnò al brigante dei meravigliosi libri d'avventure e in tutta fretta lo sospinse verso l'uscita.
Appena in tempo, perché subito dopo ecco ricomparire il poliziotto.
- Ed ora - disse il poliziotto estraendo la sua tessera personale di prestito - col Suo permesso vorrei portar via il Capo dei Briganti.
Aveva un'aria così fiduciosa che era proprio un peccato deluderlo.
Costanza Gentilucci lanciò un'occhiata verso lo scaffale della lettera B. - Oh - esclamò - sono desolata, ma qualcuno se l'è già portato via. Avrebbe dovuto prenotarlo.
Il poliziotto fissò prima lo scaffale poi la signorina Gentilucci. - Allora, posso prenotarlo? - domandò dopo un attimo di riflessione.
- Ma certo - rispose la signorina Gentilucci - devo però avvertirLa che l'attesa potrà essere lunga. Ci sono moltissime prenotazioni.
Dopo questi fatti, il Capo dei briganti veniva regolarmente in città, in gran segreto, a cambiare i libri. Era rischioso, ma pensava che ne valesse la pena.
I briganti leggevano sempre di più arricchendo la loro cultura e crescendo in saggezza. E fu così che diventarono i briganti più colti e più saggi che si potessero incontrare.
[...]
 
 
LA BIBLIOTECARIA RAPITA
Margareth Mahy
Quentin Blake (ill.)
 
 
 
 


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