martedì 7 gennaio 2014

"Il bibliotecario, questo sconosciuto"

Il bibliotecario è ancora sconosciuto?

Il bibliotecario, questo sconosciuto è il titolo di una fortunata conversazione di Francesco Barberi pubblicata in “Accademie e biblioteche d’Italia” (1959, p. 26-37) e ripresentata più tardi nella sua raccolta Biblioteca e bibliotecario (Bologna, Cappelli, 1967, p. 255-277). […]
Riporto una frase di Barbieri:

Il fatto è che chi non frequenta le biblioteche – cioè in Italia la stragrande maggioranza della popolazione – non può avere un idea, neanche approssimativa, di quel che è, di quel che fa un bibliotecario. Ma siamo sicuri che coloro che le frequentano abbiano di quella professione un concetto esatto?

Posso ricordare che più o meno in quegli anni incontrai un lontano compagno
delle scuole elementari e alla sua domanda che cosa io facessi,
seguita dalla mia risposta “sono bibliotecario”, vidi una faccia che si interrogava disperatamente,
dalla quale uscì una domanda ulteriore: “Ah, vendi libri?”.
“Beh, non proprio: sarebbe un po’ grave se lo facessi”, fu la mia risposta finale.

In tempi attuali e in ambiente diverso un esame degli articoli della stampa inglese nell’arco di dieci anni ha fatto riscontrare, confermandole, incertezze sulla conoscenza e sulla definizione della biblioteca e del bibliotecario, derivante dall’ignoranza da parte del pubblico potenziale, ma sovente anche di quello reale, di quanto la biblioteca fosse in grado di offrire, dove in ogni caso affiorava il sospetto di a de professionalizzazione. Solo in pochissimi articoli infatti i bibliotecari erano riconosciuti espressamente come utili, mentre con maggiore frequenza si avvertiva l’utilità delle biblioteche […].


CARLO REVELLI
in BIBLIOTECHE OGGI, settembre 2013
vol. XXXI – n. 7



 

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