mercoledì 22 aprile 2015

"la bellezza salverà il mondo?" chi e dove

Ippolit, che verso la fine della dissertazione di Lebedev si era improvvisamente addormentato sul divano, si svegliò di colpo, come se qualcuno lo avesse urtato, si sollevò, si guardò intorno e impallidì; volse lo sguardo in giro con aria spaventata; ma il suo volto manifestò quasi terrore quando ebbe riacquistato la sua lucidità e si fu ricordato di tutto.
«Che cosa succede, se ne stanno andando? È finito? È tutto finito? Il sole è sorto?» chiese, allarmato, afferrando la mano del principe. «Che ora è? Dio mio: l’ora! Ho dormito troppo. Ho dormito molto?» soggiunse con un’aria quasi disperata, come se, non svegliandosi in tempo, avesse perso qualcosa da cui in un certo senso dipendeva tutto il suo destino.
«Avete dormito sette o otto minuti» rispose Evgenij Pavlovic.
Ippolit lo guardò angosciato e rifletté per qualche istante. «Ma… soltanto?! Questo significa che io…»
E, con avidità, fece un respiro profondo come se si fosse levato di dosso una pena terribile. Si rese conto finalmente che nulla “era finito”, che l’alba non era ancora spuntata, che gli ospiti si erano alzati da tavola unicamente per lo spuntino e che erano terminate solo le chiacchiere di Lebedev. Sorrise e sulle sue guance comparve, sotto forma di due macchie accese, un rossore da tisico.
«Ma voi avete persino contato i minuti, mentre dormivo, Evgenij Pavlovic» riprese con tono beffardo. «È  tutta la sera che non mi togliete gli occhi di dosso, me ne sono accorto… Eh! Rogozin! L’ho visto in sogno adesso» bisbigliò al principe, accigliandosi e indicando col capo Rogozin che se ne stava seduto al tavolo. «Ah, sì» disse all’improvviso, cambiando di nuovo discorso «dov’è l’oratore, dov’è Lebedev? Dunque Lebedev ha terminato? Di cosa ha parlato? È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo verrà salvato dalla “bellezza”? Signori» gridò a tutti ad alta voce «il principe sostiene che il mondo verrà salvato dalla bellezza! Io sono convinto che gli vengano in mente pensieri così gioiosi perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato; poco fa, non appena è entrato, me ne sono convinto. Non arrossite, principe, altrimenti proverò compassione per voi. Quale tipo di bellezza salverà il mondo? Me lo ha riferito Kolja… voi siete un cristiano fervente? Kolja dice che voi stesso vi definite tale.»
Il principe lo guardò con attenzione e non gli rispose.

Dostoevskij
L’IDIOTA
Parte III capitolo V

venerdì 17 aprile 2015

...e Dio come Bellezza

Gaudì realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti:
superare la scissione tra coscienza umana  e coscienza cristiana,
tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna,
tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza.
Antoni Gaudì non realizzò tutto questo con parole, ma con pietre, linee superfici e vertici”


Benedetto XVI, 7 novembre 2010

giovedì 9 aprile 2015

strada per Dostoevskij, strada di bellezza

«La cultura non è consumare prodotti di cultura. Consumiamo i quadri delle mostre, leggiamo libri, ascoltiamo musica… è vera cultura consumarne il più possibile? La cultura non è un oggetto, ma uno spazio, che unisce l’uomo a sé stesso e agli altri uomini. Non vorrei fare l’ennesimo tentativo di ‘consumare’ Dostoevskij, anche perché è un amico e gli amici non si consumano, con gli amici si parla. Per molti Dostoevskij è l’autore di cui… ‘a pagina 10 non si ricordano i personaggi di pagina 3’: appunto un autore difficile da ‘consumare’ e questo già tradisce la sua grandezza. Chiunque abbia provato a leggerne un romanzo è rimasto disorientato: è come muoversi in una foresta.
[…]
Senza la bellezza non c’è nulla da fare al mondo, perché la bellezza serve a entusiasmare al lavoro e il lavoro a risorgere. Di che bellezza sta parlando Dostoevskij? Se penetriamo questo mistero, avremo giornate meno grigie. Quando suona la sveglia: che cosa abbiamo da fare nel mondo, per il mondo, con il mondo oggi?»

Alessandro D’Avenia
SE E’ VERO CHE LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO
in STUDI CATTOLICI, 649, marzo 2015