martedì 14 ottobre 2014

sguardo infinito

Mentre giacevo sulla roccia, ascoltando il sommesso sciabordare delle onde e abbandonandomi a quei pensieri tristi e strani, erano comparse sempre più stelle, cancellando l’individualità della Via Lattea e riempiendo tutta la volta celeste. E lontano, lontano, in quell’oceano d’oro, le stelle cadevano silenziose, andavano incontro al loro destino, fra quei miliardi di miliardi di luci dorate che sembravano fondersi alla mia vista. E al levarsi silenzioso di innumerevoli velari, ho visto stelle dietro stelle dietro stelle, come nei magici cinema della mia infanzia. E ho tuffato lo sguardo nel centro immenso e sfumato dell’universo che si stava lentamente rivoltando come un guanto. Mi sono addormentato e nel sonno ho avuto l’impressione di udire un canto.
 
IRIS MURDOCH
Il mare, il mare

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