Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Settembre è mese di svolte e cambiamento. È mese di passaggio e malinconia sì, ma anche di luce. Luce forte ed accecante seppur quasi autunnale. Aria frizzante e luce che fa tremolare la marina (vedi alla voce D’Annunzio). Mese di mare che da azzurro diviene verde. Mare: l’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti, sempre dannunziana memoria.
Per me l’anno nuovo è sempre iniziato in settembre e non invece a gennaio. Come la fine dell’anno è per me a giugno e non a dicembre.
Settembre era la fine dell’estate che creava angoscia, ma anche eccitazione per l’inizio della scuola, per il ritrovare i compagni di classe e i professori dopo tre mesi di vacanza.
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In questo periodo il tragitto per accompagnare e andare a prendere mia figlia da scuola è un continuo vai e vieni di gruppi di adolescenti che fanno lo slalom fra i marciapiedi e le automobili, che sembrano indossare alla perfezione le parole di Erri De Luca «l’adolescenza è una delle stazioni della pazienza, aspettando di consistere in future completezze». Sembra un periodo che non finisce mai l’adolescenza. È un periodo che non vedi l’ora che passi, che i tuoi genitori non vedevano l’ora che ti passasse… e invece? Ti ritrovi poi, madre di tre figli, ad averne nostalgia (Ah perché non sono io co’ miei pastori?...)
Ruberò un espressione Nick Luxmoore – psicologo e autore di testi sull’adolescenza – per scrivere di Alessandro D’Avenia: «adolescente col cuore a mille».
segue in :
Alessandro D’Avenia: un cuore a forma di orecchio
Ilenia Beatrice Protopapa
ROCCA, n°19, anno 73°