mercoledì 11 giugno 2014

sognando un viaggio all'Avana ho incontrato questa storia

Questa non è un'opera di fantasia.
Ma l'autore vorrebbe che lo fosse.
Noi miglioriamo quando diventiamo letteratura,
tutti, senza eccezione,
e quando il passato si fa romanzo
i nostri ricordi si acuiscono.

Il ricordo è la verità più potente.
Mostrami una storia che non è tinta dai ricordi
e non vedrò che bugie.
Mostrami bugie non basate sui ricordi
e vedrò le bugie peggiori di tutte.

Se tutti i personaggi di questo libro sono immaginari,
loro non lo sanno ancora.

Ogni somiglianza con persone reali
fu preordinata prima della creazione del mondo.
Poco importa che non sempre i nomi coincidano.

Tutti  gli eventi e i dialoghi
vengono direttamente dall'immaginazione di Dio.
Così come l'autore stesso.
E il lettore.

Ciononostante, tutti noi siamo responsabili
delle nostre azioni.
Neppure Fidel sfugge a tutto questo.
Né il Che, né i suoi autisti, né la sua casa.
Né i tanti cubani che se la fecero addosso
prima di essere giustiziati.
Né i quattordicimila figli
che abbandonarono i loro genitori.
Né l'amore e la disperazione che li spinsero a fuggire.

ASPETTANDO LA NEVE ALL'AVANA

Carlos Eire




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