giovedì 22 marzo 2018

IL RISVEGLIO


Il risveglio privilegiato non deve aver luogo necessariamente dal sonno. Posto che sonno e veglia non sono due parti della vita, che essa, la vita, non ha parti, bensì luoghi e volti. E così dal sonno e da certi stati di veglia ci si può risvegliare in questo modo privilegiato che è il risveglio senza immagini.
Risvegliarsi senza immagine anzitutto di se stesso, senza alcuna immagine della realtà, è il privilegio di quest’istante che può trascorrere inafferrabile ma lasciando, questo sì, la sua impronta; una impronta inestinguibile, ma che non si sa decifrare, perché non c’è stata conoscenza. E nemmeno una semplice registrazione di quell’esserci svegliati a questo nostro qui, a questo spazio-tempo in cui l’immagine ci assale. Dell’aver respirato soltanto in una solitudine privilegiata sulle sponde della fonte della vita. Un istante di esperienza preziosa della preesistenza dell’amore: dell’amore che ci concerne e che ci guarda, che guarda verso di noi.
Un risveglio senza immagine, così come dobbiamo stare quando ancora non abbiamo imparato il nostro nome, né nessun altro. Giacché il nome è legato alla normale condizione umana, all’immagine o al concetto o all’idea. E il nome senza nulla di ciò non si è mai dato. Quello di “Dio” sa di concetto, quello di Amore anche, fatalmente; e l’amore di cui si tratta non è un concetto bensì (dal momento che nominarlo senza dare un concetto è impossibile) una concezione.
Una concezione che si concerne e che ci protegge, che veglia su di noi e che ci assiste da prima, da un inizio. E questo non si vede bene, sfugge questo sentire senza giungere a elevarsi a sapere, a rimanere nel fondo, quasi sotterraneo, giungendo proprio dalla fonte; dalla fonte della vita che continua a irrigare segreta, nascosta, della quale non si vuole sapere “dove ha la sua dimora” benché in quest’istante del risveglio privilegiato la notte si sia ritirata.

Si nasce, ci si sveglia. Il risveglio è la ripetizione della nascita nell’amore preesistente, bagno di purificazione ogni risveglio e trasparenza della sostanza ricevuta che in tal modo si va facendo trascendente.


CHIARI DEL BOSCO
Maria Zambrano

Bruno Mondadori




mercoledì 21 marzo 2018

primavera, mia cara


Nei piovischi dell’aurora
dove le lune nuove e gli ultimi soli

vanno a turno a bagnarsi

Un minuto di primavera
dura spesso più
di un’ora di dicembre
di una settimana di ottobre
di un anno di luglio
di un mese di febbraio

Nomadi di sempre e di dopo e di prima
il ricordo del cuore
e la memoria del sangue
viaggiano senza documenti e senza calendario
senza la minima
Nazione del Tempo

[…]

Gran Ballo di Primavera
la musica del suo nome
pende da tutte le labbra
Come un giardino perduto e ritrovato or ora
                ancora più bello di prima
E più vivo ancora

Gran Ballo di Primavera
Quest’arietta corre nei rigagnoli e nelle strade cittadine
è il ritornello del sangue delle sue vene popolari
il sangue delle sue arterie più vere

Primavera

Tutte le sue promesse sono una festa
di notte le stelle
per lei e per chi sotto ci dorme
si fanno ancora più belle

E non è colpa sua
se i ponti son troppo cari
la vita sempre più dura
la felicità meno sicura

Tutte le sue promesse sono una festa
non è responsabile del resto.



Jacques Prévert
GRAN BALLO DI PRIMAVERA

Guanda