In nome del cielo, perché? I medici fanno bella mostra di sé tra le pagine di innumerevoli romanzi, dispensando perle di saggezza. Le infermiere, buone o cattive, non mancano di certo. Ma le levatrici? Si è mai sentito parlare di un romanzo che avesse come protagonista una levatrice?
Eppure il mestiere della levatrice è il materiale stesso del dramma e del melodramma. I bambini vengono concepiti nell'amore o nella lussuria, nascono nel dolore e nella sofferenza, sono causa di immensa gioia o atroci tormenti. Una levatrice assiste a tutte le nascite, si trova nel cuore della storia, vede e sente tutto. Perché allora continua a rimanere una figura in ombra, nascosta dietro la porta della sala parto?
Terri Coates termina il suo articolo con le parole "Forse da qualche parte ci sarà una levatrice che potrà fare per il suo mestiere quello che James Herriot ha fatto per la pratica veterinaria".
Dopo aver letto quelle parole ho accettato la sfida.
CHIAMATE LA LEVATRICE
Jennifer Worth
Sellerio