venerdì 11 aprile 2014

il viaggio, la ricerca

Pensai a Danilo, le sue rughe di desolazione ai lati della bocca.
Solo, depresso, sotto psicofarmaci, disoccupato e sull'orlo dell'indigenza, disposto a spendere i suoi ultimi risparmi per avventurarsi in cerca di un guaritore, sperando che servisse ad avere indietro la sua vita. La stessa che lo aveva fatto ammalare. Pensai a questo, a quanto poco mi sentivo in grado di aiutarlo. Pensai e Kareen, alle notti in cui mordeva il cuscino per nascondere l'ennesima crisi di pianto, senza sapere che ero sveglio e la sentivo. Pensai a quello che le avevo fatto. "Non sono riuscito ad amare abbastanza una donna."
"Si tratta di questo?"
"Non mi sento in grado di aiutare nessuno."
"Spiegati meglio."
"Vedo il dolore degli altri e non so cosa fare. Forse neppure me ne importa."
"Meglio", insistette.
"Vivo in un mondo in cui nessuno riesce più ad amare nessuno... Nessuno può comprendere nessuno, nessuno può credere in nessuno. Un mondo senza possibile amore", gemetti mentre l'acqua ci scendeva addosso, tiepida e ritmata.
Il cuore mi pulsava penosamente in gola.
"Non lo pensi davvero. Ami tuo fratello, ami il tuo amico. Amavi quella donna."
"Non basta."
"Cosa sarà successo di così tremendo, mi chiedo." Brother Lucius prese un respiro. Nell'aria c'erano sempre gli odori di incenso, di terra umida, ai quali si era aggiunto un aroma di resina, proveniente da qualche albero, così intenso da farmi bruciare gli occhi. "E siccome là fuori il mondo ti sembra troppo arido, pressoché finito," riprese con voce gentile, "hai deciso di stare rifugiato quaggiù."
"Non so dove altro andare," confessai. Ero sconvolto dal mio stesso flusso di sincerità.
"Se sul serio non hai più nulla da perdere, perché non metterti in gioco, mi chiedo. Perché non accettare di partire."
A mia volta presi un respiro. Ammisi: "è quello che dice Danilo."
"Allora vedi," disse Brother Lucius. "Sembra che il viaggio in fondo non sia tanto diverso, il tuo e quello del tuo amico. Potrebbe essere lo stesso viaggio."
[...] "E poi," sussurrò, "il deserto è un luogo interessante. C'è tanto spazio. Ti si amplia la vista. Nel deserto," sembrò una promessa "si vedono più cose."


[...]
GLI AMICI DEL DESERTO
Marco Mancassola